Hashish in casa a Lonato, arrestato 23enne

Sequestrati 450 grammi di stupefacente già suddiviso in dosi, bilancini e materiale per il confezionamento: il giovane in attesa di rito direttissimo.

Quasi mezzo chilo di hashish nascosto in diversi punti dell’abitazione, già suddiviso in dosi e pronto per essere immesso sul mercato dello spaccio. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Lonato del Garda e Calcinato nel corso di un controllo scattato nella mattinata di venerdì in un appartamento di Lonato.

Protagonista della vicenda un ragazzo di 23 anni, trovato in possesso di circa 450 grammi di sostanza stupefacente. Il quantitativo, secondo quanto emerso dagli accertamenti, era già parzialmente confezionato in dosi, elemento che ha rafforzato l’ipotesi investigativa della detenzione ai fini di spaccio.

La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire non solo la droga, ma anche bilancini elettronici di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento, strumenti ritenuti funzionali all’attività di preparazione e distribuzione delle dosi. Lo stupefacente era stato occultato in più nascondigli all’interno dell’appartamento, nel tentativo di eludere eventuali controlli.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di monitoraggio e contrasto allo spaccio sul territorio gardesano, condotte con particolare attenzione alle aree residenziali. Una volta completate le operazioni di sequestro e gli atti di polizia giudiziaria, il giovane è stato dichiarato in arresto.

Il 23enne è stato quindi trasferito nelle Camere di Sicurezza della Compagnia dei carabinieri di Desenzano del Garda, dove è rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria. È previsto per il 28 febbraio il rito direttissimo, nel corso del quale saranno valutati gli elementi raccolti dagli investigatori.

Il sequestro di un quantitativo così rilevante di hashish rappresenta un intervento significativo nell’azione di contrasto allo spaccio locale, in un’area caratterizzata da una forte presenza turistica e da un costante presidio delle forze dell’ordine.

Il procedimento penale è nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo all’esito dell’eventuale processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza previsto dall’ordinamento.

Redazione

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