Prosegue a Brescia il processo per l’omicidio di Ranjit Singh, il 51enne di origine indiana ucciso la vigilia di Natale del 2023 in un parcheggio di via Milano. Nell’ultima udienza sono stati ascoltati due imputati, le cui dichiarazioni hanno contribuito a delineare nuovi dettagli sulla dinamica dell’aggressione, pur lasciando emergere versioni parzialmente divergenti tra loro.
Tra le testimonianze più rilevanti figura quella di Ravi Ravi, già sentito nella precedente udienza. L’imputato ha descritto una situazione inizialmente confusa, riferendo che la vittima, conosciuta con il nome di “Rana”, si trovava in stato di alterazione e avrebbe rivolto insulti a uno dei presenti. Secondo il racconto, la tensione sarebbe rapidamente degenerata in violenza.
Ravi ha dichiarato di aver visto uno degli imputati colpire Singh con un bastone, mentre successivamente avrebbe notato un’altra persona con un coltello. La vittima sarebbe stata colpita e sarebbe caduta a terra, chiedendo aiuto, mentre la situazione sfuggiva al controllo. Lo stesso imputato ha precisato di non aver assistito direttamente al momento in cui il coltello sarebbe stato utilizzato per colpire.
Dopo l’aggressione, il gruppo si sarebbe allontanato rapidamente dal luogo del delitto. Gli imputati sarebbero saliti in auto e fuggiti, dopo essere stati avvisati dell’imminente arrivo delle forze dell’ordine da una persona presente sulla scena. Durante la fuga, secondo quanto riferito, tra i presenti ci sarebbe stato un momento di tensione: uno degli occupanti dell’auto avrebbe chiesto a un altro “perché l’hai fatto”, mostrando evidente agitazione.
Il racconto prosegue con il rientro a Leno e, il giorno successivo, il ritorno a Brescia. L’imputato ha descritto quelle ore come segnate dal silenzio, senza ulteriori confronti tra i presenti. In seguito, sarebbe stata organizzata una partenza per Parigi, utilizzando risparmi personali accumulati attraverso il lavoro.
Alla domanda sul motivo per cui non si fosse fermato nei pressi della propria abitazione, situata proprio in via Milano, Ravi ha spiegato di aver avuto paura. Secondo la sua versione, la vittima avrebbe pronunciato minacce durante la rissa, dichiarando di voler uccidere i presenti. Un elemento che avrebbe contribuito alla decisione di allontanarsi dal luogo dell’aggressione, nonostante la consapevolezza che Singh fosse ancora vivo.
Diversa, invece, la posizione espressa dal secondo imputato ascoltato in aula, Roban Kumar. Quest’ultimo ha fornito una ricostruzione alternativa, sostenendo di non essere stato presente al momento dell’aggressione. Ha spiegato di aver inizialmente programmato una serata con conoscenti e di aver avuto altri spostamenti successivi, senza però prendere parte ai fatti che hanno portato all’omicidio.
Le testimonianze raccolte contribuiscono a delineare un quadro complesso, in cui restano da chiarire responsabilità individuali e dinamiche precise dell’accaduto. Il processo prosegue con l’obiettivo di accertare i ruoli dei singoli imputati, attraverso l’analisi delle dichiarazioni e degli elementi probatori.
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