Un’operazione dei Carabinieri Forestali di Brescia ha portato alla luce gravi irregolarità nella gestione di un bacino estrattivo nel territorio comunale di Ossimo. Le sanzioni amministrative elevate superano complessivamente 1,5 milioni di euro, a seguito di accertamenti che hanno evidenziato violazioni significative delle normative ambientali e autorizzative.
L’attività ispettiva è stata avviata dopo un’approfondita analisi tecnica dell’area, che ha consentito di verificare come le operazioni di estrazione non rispettassero i limiti stabiliti dai provvedimenti rilasciati dagli enti competenti. Le indagini hanno accertato che lo scavo si è esteso oltre le soglie consentite, determinando l’asportazione illecita di oltre 81mila metri cubi di materiale inerte.
Particolarmente rilevante è il contesto in cui si sono verificate le irregolarità . Le attività estrattive hanno interessato zone sottoposte a vincoli idrogeologici e paesaggistici, aumentando i rischi legati alla stabilità del territorio e alla tutela dell’ambiente. Questo aspetto ha contribuito a rendere ancora più grave il quadro delle violazioni riscontrate.
Nel corso dei controlli, i militari hanno inoltre individuato interventi non autorizzati su aree naturali. È stata infatti accertata la trasformazione indebita di circa 300 metri quadrati di superficie boscata, modificata senza le necessarie autorizzazioni. Un’ulteriore irregolarità riguarda il mancato rispetto delle procedure ambientali: le opere sono state eseguite senza avviare la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), obbligatoria in questi casi.
L’insieme delle violazioni ha portato all’applicazione di sanzioni di importo particolarmente elevato, a testimonianza della gravità delle infrazioni. L’intervento si inserisce in un più ampio programma di monitoraggio dei bacini estrattivi della provincia di Brescia, volto a prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico e a garantire un utilizzo sostenibile delle risorse naturali.
Le attività di controllo da parte dei Carabinieri Forestali proseguono con l’obiettivo di contrastare pratiche non conformi e assicurare il rispetto delle normative vigenti. La vigilanza su cave e siti estrattivi rappresenta un elemento chiave per la tutela del territorio, soprattutto in aree caratterizzate da fragilità ambientali e paesaggistiche.
Il caso di Ossimo evidenzia come il mancato rispetto delle regole possa avere conseguenze rilevanti sia sotto il profilo economico sia per l’equilibrio ambientale. L’azione delle autorità mira a prevenire ulteriori danni e a promuovere una gestione responsabile delle attività estrattive, in linea con gli standard previsti dalla legge.
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