Si riaprono i termini per la presentazione delle domande per le case popolari sul Garda, ma le prospettive restano critiche. A partire dal 20 aprile, centinaia di famiglie potranno fare richiesta per un alloggio Sap (Servizi abitativi pubblici) nell’Ambito 11, che comprende 27 Comuni tra Desenzano e Valvestino, per un totale di oltre 126mila residenti.
Nonostante l’importanza dell’iniziativa, i numeri evidenziano uno squilibrio significativo tra domanda e offerta. Secondo il Piano dell’offerta abitativa, saranno disponibili non più di 30 alloggi complessivi, distribuiti tra diversi Comuni: 12 di proprietà Aler, 6 a Desenzano, 4 a Salò, 2 a Lonato e Gargnano, e un’unità ciascuno in altri centri come Calvagese, Gardone, San Felice del Benaco e Tremosine.
Il confronto con lo scorso anno rende evidente la criticità della situazione. Nel 2025, infatti, a fronte di 594 domande sono stati assegnati soltanto 18 alloggi, lasciando escluse la stragrande maggioranza delle famiglie. In termini pratici, significa che per ogni assegnazione, oltre 30 richieste non hanno trovato risposta.
Analizzando i dati nel dettaglio, emerge come Desenzano rappresenti il principale punto di pressione abitativa. Qui sono state presentate 425 domande, di cui 312 per alloggi comunali e 113 per quelli Aler. Tuttavia, le assegnazioni si sono fermate a 9 unità complessive. Anche altri Comuni mostrano forti criticità: a Lonato, ad esempio, 52 domande per un solo alloggio disponibile.
Un elemento rilevante riguarda la provenienza delle richieste. Quasi la metà delle domande per Desenzano arriva da cittadini non residenti, pari al 45% del totale. Questo è dovuto al funzionamento della piattaforma regionale, che consente di presentare domanda anche in Comuni diversi da quello di residenza, soprattutto in assenza di disponibilità locali o per motivi lavorativi.
La mappa del fabbisogno abitativo evidenzia una situazione diffusa di difficoltà. Desenzano è classificata in “zona rossa”, con un fabbisogno elevato, mentre Salò, Toscolano e Lonato rientrano in “zona arancione”. Altri Comuni, come Sirmione, Manerba, Moniga e Padenghe, presentano comunque criticità significative nell’accesso al mercato immobiliare.
Il bando rappresenta dunque un’opportunità importante, ma con aspettative limitate per molti richiedenti. La sproporzione tra alloggi disponibili e numero di domande conferma una pressione crescente sul sistema abitativo pubblico, in un contesto dove l’accesso alla casa diventa sempre più complesso.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.