Sul tetto del Duomo di Como con un drone: denunciato 18enne bresciano

Un 18enne e un minorenne individuati grazie alle telecamere dopo la segnalazione di una turista

Un episodio rischioso e fuori dalle regole ha coinvolto due giovani nel cuore di Como, dove un diciottenne di Brescia e un diciassettenne di Milano sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per procurato allarme e violazione di domicilio. I due erano riusciti a salire sul tetto del Duomo con l’obiettivo di realizzare foto e video, utilizzando anche un drone.

L’episodio si è verificato nella mattinata di domenica 14 aprile, quando una turista polacca ha contattato la Sala Operativa segnalando la presenza di due persone in una zona estremamente pericolosa e non accessibile al pubblico. I giovani si stavano muovendo sul tetto della cattedrale, raggiungendo anche la Torre del Palazzo del Broletto, attraversando percorsi esposti e potenzialmente pericolosi.

A seguito della segnalazione, sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, affiancati dagli operatori della Digos e della Polizia Scientifica della Questura di Como. In un primo momento, però, i due non sono stati rintracciati. Le ricerche si sono quindi spostate sul piano investigativo, con l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.

Attraverso la ricostruzione dei movimenti, gli investigatori sono riusciti a identificare i responsabili dell’azione. Una volta individuati, i due giovani sono stati fermati e hanno consegnato spontaneamente il materiale fotografico e video realizzato, comprese le riprese effettuate con il drone.

Le autorità hanno quindi proceduto con la denuncia: il maggiorenne è stato segnalato alla Procura della Repubblica, mentre per il minorenne il fascicolo è stato trasmesso alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. Entrambi risultano avere precedenti, elemento che ha contribuito a delineare il quadro complessivo della vicenda.

L’episodio ha sollevato nuovamente l’attenzione sulla sicurezza dei monumenti storici e sul rispetto delle norme di accesso. L’utilizzo di droni in aree sensibili e l’accesso a zone non autorizzate rappresentano comportamenti sanzionabili, oltre che pericolosi per l’incolumità di chi li mette in atto.

Il caso evidenzia anche l’importanza della collaborazione dei cittadini: la segnalazione tempestiva della turista ha permesso di attivare rapidamente i controlli, contribuendo all’identificazione dei responsabili. In contesti urbani e turistici, l’attenzione e la prontezza nel segnalare situazioni anomale restano strumenti fondamentali per garantire sicurezza e tutela del patrimonio.

Redazione

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