Un confronto nato attorno a una procedura amministrativa si è rapidamente allargato a temi più ampi come il cambiamento climatico e la sostenibilità degli impianti sciistici. Al centro della discussione, il futuro del comprensorio di Montecampione.
Il punto fermo arriva dal voto del Consiglio provinciale, che ha dato il via libera alla convenzione tra il Broletto e il Comune di Artogne. L’accordo riguarda la gestione dell’iter di finanziamento destinato al potenziamento dell’area sciistica, un passaggio ritenuto necessario per avviare interventi strutturali.
Nel dettaglio, il piano prevede lavori nelle fasce altimetriche comprese tra i 1.500 e i 1.800 metri, con la sostituzione di tre impianti di risalita ormai obsoleti. Come evidenziato dalla sindaca Barbara Bonicelli, si tratta di un investimento significativo, pari a circa 20 milioni di euro, difficilmente sostenibile da un piccolo Comune privo delle risorse tecniche e amministrative adeguate. Da qui la scelta di affidarsi alla Provincia, considerata più attrezzata per gestire operazioni complesse.
L’iniziativa ha raccolto un ampio sostegno in aula, con apprezzamenti arrivati da diversi schieramenti politici. Il progetto è stato indicato come un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale tra enti locali e Provincia, capace di mettere a sistema competenze e obiettivi condivisi.
Non sono però mancate le voci critiche. Alcuni consiglieri hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità futura degli investimenti, sottolineando come le mutate condizioni climatiche incidano sulla presenza di neve naturale e sui costi di gestione degli impianti, spesso legati all’innevamento artificiale.
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