Avvocata condannata per stalking: caso scuote Brescia

Da legale delle vittime a imputata: pena di un anno e due mesi per atti persecutori contro l’ex marito

Tribunale di Brescia

Una sentenza destinata a far discutere arriva dal Tribunale di Brescia, dove un’avvocata del foro di Bari, Maria Antonietta Labianca, è stata condannata a un anno e due mesi di reclusione per atti persecutori nei confronti dell’ex marito e della sua attuale compagna. La vicenda assume particolare rilievo anche per il profilo professionale della donna, nota per la sua attività a difesa delle vittime di stalking.

Secondo quanto ricostruito in sede processuale, la condannata avrebbe messo in atto una serie di comportamenti reiterati, tra cui pedinamenti, appostamenti e una presunta campagna diffamatoria attraverso canali online. Azioni che, secondo i giudici, avrebbero provocato nelle vittime uno stato di ansia e paura tale da costringerle a modificare le proprie abitudini quotidiane.

I fatti contestati si sono svolti nell’area del Lago di Garda, dove risiedono le persone coinvolte. Il quadro probatorio ha evidenziato una condotta considerata sistematica e invasiva, elementi che hanno portato alla configurazione del reato di stalking, previsto dall’ordinamento italiano per tutelare le vittime di persecuzioni reiterate.

La pena stabilita dal tribunale prevede anche una condizione specifica per la sospensione. L’avvocata dovrà infatti intraprendere un percorso riabilitativo presso un centro specializzato per autori di violenza, misura che si inserisce in un’ottica di recupero e prevenzione di ulteriori comportamenti analoghi.

La posizione giudiziaria della professionista non si esaurisce con questa condanna. Risulta infatti imputata in un altro procedimento, in corso a Roma, con accuse analoghe di stalking, questa volta nei confronti della criminologa Roberta Bruzzone. Un elemento che contribuisce ad amplificare l’attenzione mediatica sul caso.

La vicenda evidenzia un ribaltamento significativo di ruoli: da figura impegnata nella tutela delle vittime a soggetto condannato per lo stesso reato, una circostanza che ha suscitato interesse e dibattito nell’opinione pubblica e tra gli operatori del diritto.

Il procedimento di Brescia rappresenta quindi un passaggio rilevante sotto il profilo giudiziario, mentre resta aperto il capitolo legato all’altro processo. Gli sviluppi futuri potrebbero chiarire ulteriormente il quadro complessivo della vicenda, che continua a essere seguita con attenzione.

Redazione

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