Un episodio controverso sta animando il dibattito pubblico sul lago d’Iseo, dove nelle ultime ore si è verificato un danneggiamento che ha sollevato interrogativi e reazioni contrastanti. Sulla Sebino, lungo la Strada Provinciale 48, ignoti hanno abbattuto un autovelox tagliandone la base durante la notte, utilizzando probabilmente un flessibile e agendo lontano da occhi indiscreti.
Il dispositivo, collocato al confine tra Iseo e Polaveno, nei pressi del ristorante Ginepro, rappresentava un punto di controllo in un tratto rettilineo dove il limite di velocità è fissato a 70 km/h. La sua presenza, da tempo, imponeva agli automobilisti di moderare l’andatura, contribuendo – secondo le istituzioni – a ridurre il rischio di incidenti.
Mentre le forze dell’ordine sono impegnate nelle indagini per risalire ai responsabili, il caso ha già acceso un acceso confronto, soprattutto online. Da un lato, alcuni cittadini interpretano l’episodio come un gesto di protesta contro strumenti ritenuti più utili a generare entrate che a garantire sicurezza. Non a caso, è stato evocato il nome di FlexiMan, figura simbolica associata ad azioni simili avvenute nei mesi scorsi nel Nord Italia.
Dall’altro lato, non manca una ferma condanna. Il sindaco di Iseo, Riccardo Venchiarutti, ha ribadito l’importanza dell’autovelox come strumento di prevenzione, sottolineando come il rispetto dei limiti possa evitare incidenti anche gravi. L’impianto, di proprietà comunale, non è ancora stato ripristinato, mentre resta aperto il dibattito tra chi invoca maggiore controllo e chi, invece, mette in discussione l’efficacia di questi dispositivi.
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