Corda Molle, stop alla gratuità: resta solo lo sconto

Salta l’esenzione per i residenti, sindaci critici mentre Autovia Padana conferma il mancato accordo

La gratuità sulla Corda Molle viene definitivamente accantonata, lasciando spazio a una riduzione parziale dei costi. Dopo due mesi di esenzione totale, da venerdì resterà soltanto uno sconto del 50% sul pedaggio per i residenti dei 22 Comuni coinvolti e per la città di Brescia, come stabilito dagli accordi tra il concessionario e il Ministero. La decisione ha generato reazioni diffuse tra gli amministratori locali, divisi tra critica e rassegnazione.

Il mancato rinnovo dell’esenzione è legato al fallimento dell’intesa tra Provincia e Autovia Padana. La società concessionaria ha confermato che l’accordo preliminare non è stato perfezionato, mettendo fine a una fase sperimentale che aveva temporaneamente eliminato il pedaggio. Una svolta che modifica le prospettive per cittadini e pendolari che utilizzano quotidianamente l’infrastruttura.

Tra le voci più critiche emerge quella del sindaco di Montichiari, Marco Togni, che ha sollevato dubbi sulle valutazioni economiche alla base del sistema. Al centro delle perplessità vi sono le stime sul traffico e i relativi introiti, contenute nel Piano economico finanziario (Pef) aggiornato nel 2025, approvato dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Secondo il primo cittadino, sarà necessario verificare la corrispondenza tra i dati previsti e i flussi reali per comprendere l’effettivo equilibrio economico della gestione.

L’attenzione si concentra anche sui portali di rilevazione installati lungo la tratta, attivi da circa un anno ma utilizzati per il pedaggiamento solo recentemente. L’analisi dei dati di traffico diventa quindi un passaggio cruciale per valutare eventuali margini di revisione delle tariffe, con richieste formali già annunciate per ottenere informazioni ufficiali da Ministero e autorità competenti.

Accanto alle critiche, emerge anche un diffuso senso di incertezza sul futuro del sistema tariffario. I sindaci evidenziano difficoltà operative legate alla registrazione degli utenti e alla gestione degli sconti, mentre si attendono eventuali sviluppi nei rapporti tra Regione, Ministero e concessionario. La mancanza di una soluzione definitiva alimenta preoccupazioni tra amministrazioni e cittadini.

Non mancano le reazioni di sorpresa, soprattutto tra i Comuni che avevano ricevuto indicazioni diverse nelle fasi precedenti. Alcune amministrazioni locali ritenevano ormai consolidata l’esenzione, anche alla luce di valutazioni geografiche e logistiche, ma l’evoluzione della vicenda ha riportato il tema in una fase di stallo.

Le richieste dei territori convergono sulla necessità di misure più incisive. Tra le proposte avanzate vi sono agevolazioni più ampie per pendolari e lavoratori, oltre a criteri di accesso più semplici e trasparenti, in grado di sostenere le esigenze quotidiane e limitare l’impatto del traffico sui centri abitati.

Nonostante il clima di tensione, una certezza rimane: lo sconto del 50% sarà garantito da Autovia Padana fino al 2043, rappresentando al momento l’unica forma stabile di agevolazione. Resta però aperto il confronto istituzionale per eventuali correttivi futuri, in un contesto che continua a suscitare attenzione e dibattito.

Redazione

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