La carenza di medici di famiglia continua ad aggravarsi nel Bresciano, dove si stima che manchino oltre 400 professionisti per garantire una copertura adeguata del territorio. Una situazione che sta mettendo sotto pressione la sanità di prossimità e che coinvolge soprattutto i piccoli comuni, sempre più spesso costretti ad affidarsi a soluzioni temporanee per garantire l’assistenza ai cittadini.
L’emergenza riguarda numerose aree della provincia e rappresenta ormai un problema strutturale. Pensionamenti, difficoltà nel reperire nuovi medici e aumento della complessità sanitaria della popolazione stanno infatti modificando profondamente il sistema della medicina generale.
Uno dei casi simbolo è quello di Toscolano Maderno, sul lago di Garda, dove alla fine del 2025 l’ultimo medico di famiglia ha cessato l’attività lasciando senza riferimento circa 7mila residenti.
Per fronteggiare la situazione, l’ASST del Garda ha attivato un Ambulatorio Medico Temporaneo, affidato a professionisti a rotazione e operativo solo in determinate fasce orarie.
Nei primi mesi il servizio ha registrato forti criticità, tra difficoltà organizzative, lunghe attese e pazienti disorientati dagli orari variabili dei medici presenti. Successivamente, grazie al supporto del Comune che ha messo a disposizione spazi più ampi e personale amministrativo, la situazione è migliorata.
Nonostante questo, l’ambulatorio resta una soluzione provvisoria e il nuovo medico titolare non è ancora stato individuato. Una condizione che accomuna molti altri centri della provincia bresciana.
Secondo gli operatori del settore, la medicina territoriale si sta progressivamente trasformando in un sistema basato sull’emergenza continua. Quando un medico va in pensione o lascia l’incarico, spesso non viene sostituito in tempi rapidi e i pazienti vengono redistribuiti tra i professionisti rimasti.
Il problema è aggravato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei pazienti cronici, che richiedono un’assistenza costante e un rapporto diretto con il medico di base.
Allo stesso tempo, sempre meno giovani scelgono la medicina generale come percorso professionale. Tra le principali cause vengono indicate il carico burocratico crescente, le responsabilità elevate e le difficoltà organizzative legate alla gestione degli ambulatori.
Il risultato è una progressiva riduzione della rete sanitaria territoriale, soprattutto nei comuni più piccoli o nelle aree periferiche.
In molti casi, per tamponare le carenze, vengono istituiti Ambulatori Medici Temporanei, strutture pensate come soluzione d’emergenza ma che spesso finiscono per diventare permanenti.
L’intero sistema sanitario locale rischia così di entrare in una fase critica, con ripercussioni dirette sulla qualità dell’assistenza e sui tempi di accesso alle cure.
Le difficoltà della medicina di famiglia hanno effetti anche sugli ospedali e sui pronto soccorso, dove molti cittadini si rivolgono per problemi che normalmente verrebbero gestiti dal medico di base.
La situazione non riguarda soltanto il Bresciano ma coinvolge diverse aree della Lombardia e del resto d’Italia. Secondo le stime nazionali, negli ultimi anni migliaia di medici di famiglia sono usciti dal sistema senza essere sostituiti adeguatamente.
Nel territorio bresciano le zone più esposte risultano essere quelle montane, lacustri e periferiche, dove reperire nuovi professionisti risulta ancora più difficile.
La sanità di prossimità rappresenta uno degli elementi fondamentali del sistema sanitario pubblico, soprattutto per anziani e persone fragili che necessitano di continuità assistenziale e monitoraggio costante.
Per questo motivo cresce la richiesta di interventi strutturali in grado di rendere più attrattiva la professione del medico di famiglia e di rafforzare l’organizzazione della medicina territoriale.
Senza nuove assunzioni e una revisione del sistema, il rischio è che l’emergenza diventi definitiva, lasciando sempre più cittadini senza un punto di riferimento sanitario stabile.
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