Per gli Alpini bresciani l’Adunata nazionale del 2027 è già iniziata. Dopo la conclusione dell’edizione di Genova e il tradizionale passaggio della stecca, le tre sezioni Ana della provincia di Brescia hanno avviato ufficialmente il percorso organizzativo che porterà la città e il territorio ad accogliere centinaia di migliaia di persone nel maggio del prossimo anno.
I presidenti delle sezioni Ana di Brescia, Vallecamonica e Monte Suello Salò – Enzo Rizzi, Ciro Ballardini e Sergio Poinelli – guardano già alla prossima edizione con entusiasmo e con l’obiettivo di costruire un evento capace di coinvolgere l’intera provincia.
L’esperienza vissuta a Genova è stata osservata con attenzione dagli Alpini bresciani, che durante il lungo weekend hanno analizzato organizzazione, servizi e gestione dell’evento per raccogliere indicazioni utili in vista dell’appuntamento del 2027.
Secondo i rappresentanti delle tre sezioni, l’atmosfera di festa non sarebbe stata intaccata dalle polemiche che avevano accompagnato l’Adunata nei giorni precedenti. Gli Alpini bresciani hanno sottolineato l’accoglienza ricevuta dalla popolazione genovese e il clima di partecipazione vissuto durante le giornate dell’evento.
Ora l’attenzione si sposta completamente su Brescia, destinata a diventare nuovamente il centro nazionale dell’alpinità. Le tre sezioni stanno lavorando in stretta collaborazione con la società AA27, costituita appositamente per coordinare l’organizzazione della manifestazione.
Tra gli aspetti centrali c’è la gestione delle risorse economiche e logistiche. Per l’organizzazione dell’Adunata 2027 sarebbero previsti investimenti stimati intorno a 1,8 milioni di euro, necessari per garantire sicurezza, servizi, trasporti e funzionamento dell’intera macchina organizzativa.
Secondo le stime richiamate dagli organizzatori, l’evento potrebbe generare un importante ritorno economico per il territorio, con un indotto potenzialmente superiore ai 100 milioni di euro grazie all’arrivo di visitatori, turisti e gruppi alpini provenienti da tutta Italia.
Uno dei temi affrontati già nelle prime fasi organizzative riguarda il settore alberghiero e il rischio di aumenti eccessivi dei prezzi durante i giorni dell’Adunata. In questo senso sarebbero già stati avviati confronti con Federalberghi per favorire un coordinamento con le strutture ricettive della provincia.
L’obiettivo dichiarato dalle sezioni Ana è quello di costruire un’Adunata diffusa, capace di coinvolgere non solo la città di Brescia ma l’intero territorio provinciale, valorizzando le peculiarità delle diverse aree e delle singole sezioni.
La provincia di Brescia rappresenta infatti una realtà storicamente particolare per l’Associazione nazionale Alpini. Poco dopo la fondazione dell’Ana, avvenuta nel 1919, il territorio venne suddiviso in tre sezioni a causa dell’ampiezza geografica e delle difficoltà logistiche.
Oggi le sezioni di Brescia, Vallecamonica e Monte Suello contano complessivamente oltre 20mila Alpini distribuiti in circa 285 gruppi. Una realtà ampia ma che deve fare i conti anche con il progressivo invecchiamento degli iscritti e con la difficoltà nel garantire un ricambio generazionale.
Nonostante questo, i responsabili delle sezioni guardano con fiducia al futuro del movimento alpino, sottolineando come i valori legati alla montagna, al volontariato e al servizio verso la collettività continuino a rappresentare un punto di riferimento anche per le nuove generazioni.
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