La discarica Gedit di Vighizzolo, a Montichiari, torna al centro del dibattito ambientale dopo la recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso della società autorizzando il conferimento di ulteriori 155mila metri cubi di rifiuti non pericolosi.
La decisione del Tar ribalta di fatto la posizione della Provincia di Brescia, che nel gennaio 2023 aveva intimato la chiusura dell’impianto. Da quel momento si era aperta una lunga fase di ricorsi e controricorsi culminata con la sentenza pubblicata lo scorso 4 febbraio.
Secondo quanto stabilito dal Tribunale amministrativo, il progetto presentato da Gedit non comporterebbe un aumento del volume complessivo già autorizzato per la discarica, fissato a 944mila metri cubi.
La società sostiene infatti di non aver ancora raggiunto il limite massimo autorizzato, poiché parte della volumetria disponibile sarebbe stata utilizzata per interventi di sicurezza e gestione dell’impianto.
Nel dettaglio, circa 53mila metri cubi sarebbero stati impiegati per opere di messa in sicurezza del setto divisorio con la vicina cava Senini, mentre altri 107mila metri cubi sarebbero stati destinati alla copertura giornaliera dei rifiuti con materiale inerte.
Per questo motivo Gedit ritiene di avere ancora una disponibilità residua pari a circa 160mila metri cubi, volume che consentirebbe di proseguire i conferimenti senza superare il quantitativo autorizzato originariamente.
Il progetto prevede inoltre una modifica della conformazione della collina della discarica, con la quota del corpo rifiuti che passerebbe da 128,5 a 129 metri sul livello del mare. Secondo il Tar, tuttavia, l’altezza finale dell’impianto a ripristino ambientale ultimato resterebbe invariata, fermandosi a 131,3 metri sul livello del mare.
La Provincia di Brescia aveva contestato la richiesta definendola “non autorizzabile” e aveva successivamente consentito soltanto un riempimento parziale di ulteriori 25mila metri cubi.
Nel procedimento giudiziario erano stati presi in esame anche i rilievi effettuati da Arpa nel 2025 e il cosiddetto “fattore di pressione”, parametro regionale utilizzato in Lombardia per limitare la concentrazione di impianti di smaltimento nelle aree già particolarmente interessate dalla presenza di discariche.
Secondo il Tribunale amministrativo, però, tale criterio non sarebbe applicabile in questo caso. La sentenza evidenzia infatti che il progetto non introduce nuovi volumi rispetto a quelli già autorizzati, ma consentirebbe semplicemente di utilizzare integralmente la capacità prevista dall’Autorizzazione integrata ambientale già esistente.
La decisione ha riacceso il confronto sul tema ambientale nel territorio di Montichiari. Il comitato Sos Terra ha annunciato un incontro informativo urgente fissato per mercoledì 20 maggio alle 20.45 nel centro parrocchiale di Vighizzolo per discutere della situazione e delle conseguenze della sentenza.
Il caso della discarica Gedit continua quindi a dividere istituzioni, cittadini e associazioni ambientaliste in un territorio che da anni convive con numerosi impianti di trattamento e smaltimento rifiuti.
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