Secondo la normativa europea, la prima copia della cartella clinica dovrebbe essere fornita gratuitamente ai pazienti. Tuttavia, a Brescia e in alcune strutture lombarde, molti cittadini si trovano ancora a dover pagare importi significativi per ricevere il proprio referto o la documentazione sanitaria.
Il caso di Brescia
Gianluca, paziente cardiopatico sottoposto a diversi interventi chirurgici, ha raccontato di essersi visto chiedere prima 50 euro, poi 30 euro per ricevere il referto via email, dopo le dimissioni dall’ospedale. Una situazione che ha suscitato interrogativi sulla corretta applicazione della normativa europea e sulla trasparenza dei costi.
Cosa prevede la legge
La Direttiva europea sui diritti dei pazienti stabilisce che la prima copia della cartella clinica deve essere gratuita, mentre eventuali copie aggiuntive o servizi extra (come la spedizione postale o via email) possono comportare piccoli oneri amministrativi. Nonostante ciò, in Lombardia, diverse strutture continuano a richiedere pagamenti elevati, creando disagi ai cittadini che necessitano dei propri dati sanitari.
Cosa si può fare
I pazienti che si trovano in questa situazione possono:
- Richiedere la prima copia gratuita facendo riferimento alla normativa europea;
- Rivolgersi al responsabile del trattamento dati dell’ospedale per segnalare eventuali addebiti impropri;
- Contattare le autorità sanitarie regionali o il Garante per la privacy in caso di rifiuto o costi eccessivi.
La vicenda evidenzia come, nonostante la normativa chiara, persistano ritardi e discrepanze nell’applicazione delle regole e sottolinea l’importanza di garantire ai cittadini un accesso trasparente e gratuito alle proprie informazioni sanitarie.
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