Procede l’iter per la realizzazione della nuova stazione Tav sul basso Garda. Rete Ferroviaria Italiana ha confermato che il progetto è entrato in una fase operativa di approfondimento, con lo sviluppo del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, che sta analizzando aspetti tecnici, impatti sul territorio e ricadute sul sistema dei trasporti.
Secondo quanto comunicato dalla società del Gruppo FS, la nuova infrastruttura sarà pensata per servire l’intera area del Lago di Garda, un territorio che coinvolge circa cento comuni tra le province di Brescia, Verona, Mantova, Cremona e Trento, caratterizzato da forti flussi turistici e da una domanda crescente di mobilità.
Il progetto della stazione Tav sul Garda entra quindi in una fase di valutazione più concreta, dopo anni in cui l’ipotesi è rimasta principalmente sul piano politico e preliminare.
Uno dei punti centrali riguarda i costi. L’investimento previsto è infatti salito sensibilmente nel tempo: dai circa 60 milioni stimati nel 2021 si è arrivati a una cifra che oggi viene indicata intorno ai 210 milioni di euro, più del triplo rispetto alle previsioni iniziali. Un incremento che ha reso necessario un aggiornamento dell’analisi costi-benefici, attualmente in fase di elaborazione.
Rfi sottolinea che la revisione tiene conto dell’evoluzione degli scenari infrastrutturali e della crescita della domanda turistica nell’area gardesana, elementi considerati determinanti nella valutazione complessiva dell’opera.
La localizzazione della futura stazione risulta ormai delineata. Il progetto prevede la realizzazione nel Comune di Desenzano del Garda, in particolare nella zona a ovest del casello autostradale di Sirmione, lungo il tracciato della nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità Brescia-Verona-Vicenza-Padova attualmente in costruzione. L’area individuata sarebbe quella di San Martino della Battaglia, a pochi chilometri dal centro cittadino e in prossimità dei principali assi viari come l’autostrada A4 e la Strada Statale 11.
Secondo Rfi, questa scelta consentirebbe di ridurre al minimo le interferenze con le infrastrutture esistenti e di garantire una migliore integrazione con la rete di trasporto già presente sul territorio.
Il progetto non è nuovo. Già nel 2018 era stato avviato uno studio di fattibilità che prevedeva il potenziamento dei collegamenti ferroviari sull’area del basso Garda. All’epoca venivano ipotizzate diverse soluzioni, tra cui fermate a Desenzano e Peschiera del Garda, in un contesto di crescita progressiva dei treni ad Alta Velocità lungo la direttrice nord-est.
Nel corso degli anni, la domanda di mobilità sulla linea è aumentata in modo significativo. Oggi si parla di circa 39 coppie di treni giornalieri, pari a 78 convogli al giorno, con previsioni di ulteriore incremento nei prossimi anni. In questo scenario, la nuova stazione viene vista come un nodo strategico per la gestione dei flussi verso il lago.
La stazione Tav del Garda è quindi inserita in un contesto infrastrutturale più ampio, che punta a potenziare la capacità della linea e a migliorare l’accessibilità di una delle aree turistiche più frequentate d’Italia.
Restano tuttavia sul tavolo le valutazioni economiche e operative. L’aggiornamento dell’analisi costi-benefici sarà decisivo per definire tempi e modalità di realizzazione dell’opera, oltre alla sua effettiva sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Nel dibattito non mancano le considerazioni sulla gestione dei flussi ferroviari. L’ipotesi è quella di una stazione in grado di servire i treni ad Alta Velocità senza compromettere la capacità della linea di mantenere un traffico elevato anche per i convogli senza fermata, con possibili frequenze molto ravvicinate.
Il progetto, se confermato nelle sue attuali linee, rappresenterebbe uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti per il sistema ferroviario del Nord Italia, con impatti diretti sulla mobilità turistica e pendolare dell’area gardesana.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.