L’acqua del lago di Garda ha assunto in questi giorni una particolare colorazione giallo oro, visibile in diversi punti del bacino, sia nella parte alta sia in quella più meridionale. Un fenomeno che ha attirato l’attenzione di residenti e turisti, ma che secondo gli esperti non è legato a forme di inquinamento o a emergenze ambientali.
A chiarire la situazione è il Wwf, che ha escluso qualsiasi ipotesi di contaminazione o infestazione algale. La colorazione anomala dell’acqua è infatti causata da un’intensa presenza di polline rilasciato dalle pinacee, in particolare dai pini marittimi, che in questo periodo dell’anno entrano nella fase di massima fioritura.
Il fenomeno non è nuovo, ma quest’anno si presenta con una diffusione più evidente rispetto alle stagioni precedenti. Le condizioni climatiche delle ultime settimane, caratterizzate da temperature elevate e prolungati periodi di bel tempo, hanno infatti favorito una maggiore produzione e dispersione del polline nell’ambiente.
Il vento svolge un ruolo determinante nella diffusione delle particelle gialle, trasportandole su ampie distanze e depositandole sulla superficie del lago. Il risultato è la formazione di chiazze dorate che galleggiano sull’acqua e si accumulano soprattutto lungo le rive, creando un effetto visivo particolarmente evidente.
Il polline, oltre a interessare la superficie del lago, si deposita anche su auto parcheggiate, strade e altre superfici esposte, contribuendo alla percezione diffusa del fenomeno sul territorio circostante.
Secondo gli esperti del Wwf, si tratta di un evento del tutto naturale e ricorrente, che può tuttavia risultare più marcato in alcune annate. Paolo Zanollo, referente locale del Wwf tra Bergamo e Brescia, ha spiegato che il polline di pino può talvolta aggregarsi con eventuali microfioriture algali superficiali, amplificando l’effetto visivo senza però indicare situazioni di pericolo ambientale.
L’esperto ha inoltre sottolineato come il fenomeno sia particolarmente evidente in presenza di condizioni meteorologiche stabili e temperature elevate. In questi casi, la combinazione tra aria secca e venti leggeri favorisce la concentrazione del polline sulle superfici d’acqua.
Dal punto di vista ambientale, non si tratta di un elemento dannoso per l’ecosistema lacustre. Il polline di pino non rappresenta un rischio per la qualità delle acque del Garda, pur potendo risultare fastidioso per le persone allergiche durante le fasi di maggiore concentrazione.
Il fenomeno è stato inoltre collegato, da alcuni osservatori, agli effetti dei cambiamenti climatici. Le stagioni più calde e anticipate contribuiscono infatti a modificare i cicli naturali della vegetazione, con fioriture più intense e periodi di produzione del polline più lunghi.
Secondo gli esperti, l’aumento della concentrazione di anidride carbonica e le temperature medie più elevate possono influenzare la quantità di polline prodotto da diverse specie vegetali. In tutta Europa si osserva una tendenza verso stagioni polliniche più lunghe e più intense, con conseguenze percepibili anche a livello locale.
Nonostante la spettacolare colorazione del lago possa destare preoccupazione tra i visitatori, le autorità ambientali ribadiscono che si tratta di un fenomeno naturale e temporaneo. L’effetto giallo oro è destinato a ridursi progressivamente con il cambiamento delle condizioni meteorologiche e la fine del periodo di massima fioritura delle pinacee.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.