Una vasta operazione di controllo sulla detenzione di armi ha portato alla verifica di 45mila tra pistole, fucili, munizioni e altri materiali nella provincia di Brescia. L’attività, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale nell’arco di tre mesi, ha riguardato migliaia di cittadini e ha fatto emergere diverse situazioni irregolari, portando a denunce, sequestri e provvedimenti amministrativi.
L’iniziativa è stata avviata nell’ambito delle attività di prevenzione coordinate dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le Stazioni dei Carabinieri presenti sul territorio hanno effettuato una serie di verifiche sulla corretta detenzione delle armi da parte dei privati, controllando documentazione, requisiti e modalità di custodia.
Complessivamente sono stati sottoposti ad accertamento 10.331 possessori di armi. I controlli hanno evidenziato sia semplici irregolarità amministrative sia situazioni considerate più gravi, legate alla mancata osservanza degli obblighi previsti dalla normativa.
Per 118 persone è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica. Le contestazioni hanno riguardato principalmente la mancata custodia adeguata delle armi oppure l’omessa comunicazione del cambio del luogo in cui venivano conservate.
Parallelamente, per altri 105 detentori è stata proposta alla Prefettura la revoca della licenza di porto d’armi, dopo che gli accertamenti hanno evidenziato il venir meno dei requisiti di affidabilità richiesti dalla legge, sia sotto il profilo psicofisico sia sotto quello giuridico.
L’attività ha portato anche a numerosi sequestri. I Carabinieri hanno ritirato 157 armi da fuoco, 23 armi bianche e 3.825 munizioni nell’ambito di procedimenti penali, mentre ulteriori 542 armi sono state oggetto di ritiro amministrativo per problemi legati alla documentazione o alle modalità di conservazione.
Un elemento significativo emerso dall’operazione riguarda il numero di cittadini che hanno deciso spontaneamente di consegnare le proprie armi. Il controllo capillare ha infatti favorito un fenomeno di regolarizzazione volontaria, con molte persone che si sono rivolte alle caserme per affidare i propri pezzi alla rottamazione.
Sono state consegnate volontariamente 2.880 fucili, 353 pistole e 7.033 munizioni, permettendo la successiva distruzione del materiale e riducendo la presenza di armi non più utilizzate all’interno delle abitazioni.
Per chi presentava situazioni sanabili, i militari hanno adottato anche strumenti preventivi. Sono state infatti emesse 736 diffide formali, con la possibilità per i destinatari di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni attraverso la presentazione della documentazione richiesta, tra cui il certificato medico quinquennale.
L’operazione ha quindi consentito di tracciare un quadro aggiornato sulla presenza di armi legalmente detenute sul territorio bresciano, evidenziando l’importanza dei controlli periodici per garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza e sulla corretta conservazione.
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