Sequestro per estorsione, arresti anche ad Adro: giovane segregato in una pizzeria

Cinque persone sono state raggiunte da un'ordinanza cautelare per il rapimento di un 22enne egiziano. La vittima sarebbe stata aggredita per un presunto debito economico e liberata dopo il pagamento di una somma di denaro.

Un giovane di 22 anni sarebbe stato sequestrato e costretto a subire violenze per un presunto debito di denaro. È questa la ricostruzione al centro dell’indagine condotta dai carabinieri di Milano e Brescia, che ha portato all’arresto di cinque persone accusate di sequestro di persona a scopo di estorsione.

Tra gli arrestati figurano quattro cittadini egiziani, rispettivamente di 46, 46, 38 e 29 anni, e un cittadino tunisino di 30 anni. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Le indagini hanno preso avvio dopo il sequestro avvenuto nel marzo 2026 a Corsico, nel Milanese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata aggredita all’interno di un bar e colpita con una mazza da baseball, prima di essere privata della libertà personale.

Dopo l’aggressione, il 22enne sarebbe stato trasferito e trattenuto all’interno di una pizzeria di proprietà di uno degli indagati, situata in provincia di Brescia. La presunta segregazione sarebbe terminata soltanto dopo il pagamento di un riscatto da mille euro da parte dei familiari della vittima, oltre alla sottoscrizione di documenti per un ulteriore debito quantificato in circa 8mila euro.

Dopo circa due giorni il giovane sarebbe stato rilasciato. Da quel momento sono partiti gli approfondimenti investigativi coordinati dalla compagnia dei carabinieri di Corsico e dalla Dda di Milano, che hanno consentito di ricostruire i presunti ruoli delle persone coinvolte.

Gli arresti sono stati eseguiti in diverse località. Quattro degli indagati sono stati individuati tra Baranzate, nell’area milanese, e Adro, in provincia di Brescia, mentre un quinto presunto complice è stato rintracciato all’estero, in Romania, nel distretto di Brasov, dove è stato fermato grazie alla collaborazione investigativa internazionale.

L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa mirata a ricostruire una vicenda caratterizzata da presunte minacce, violenze e richieste economiche nei confronti della vittima.

Le autorità proseguiranno ora gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda, verificare le responsabilità individuali degli arrestati e ricostruire con precisione la dinamica del sequestro.

Redazione

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