La raccolta dell’uva nel Bresciano è iniziata con diversi giorni di anticipo rispetto alla tradizione, segnando ufficialmente l’avvio della vendemmia 2026 già nell’ultimo giorno di luglio. Le prime operazioni si sono svolte nei vigneti della cantina Castello Bonomi, a Coccaglio, dove Confagricoltura Brescia ha fatto il punto sull’andamento di una stagione agricola particolarmente delicata.
A influenzare il calendario della raccolta sono state soprattutto le condizioni climatiche dei mesi scorsi. Le temperature elevate registrate in primavera hanno favorito un germogliamento anticipato di circa dieci giorni, determinando uno sviluppo vegetativo più rapido rispetto alla media stagionale.
Nonostante l’avvio precoce, il caldo intenso che ha caratterizzato le ultime settimane non ha ulteriormente accelerato la maturazione delle uve. Al contrario, le ondate di calore hanno sottoposto le piante a una situazione di stress idrico che ha rallentato l’evoluzione dei grappoli. A spiegarlo è Luigi Bersini, chef de cave di Castello Bonomi, secondo il quale proprio le temperature estreme hanno inciso sul normale processo di maturazione.
Quella del 2026 si presenta quindi come un’annata complessa per il comparto vitivinicolo bresciano, chiamato a fare i conti non solo con la siccità persistente, ma anche con i danni provocati dalle violente grandinate che hanno interessato diverse aree del territorio. Una combinazione di fattori che rende particolarmente delicata la produzione, soprattutto nel distretto delle bollicine bresciane.
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