Brescia, il clima cambia: temperature medie in aumento dal 1940

I dati ERA5 di Copernicus mostrano una crescita delle temperature nel Bresciano. La media annua è passata dai 10,4 gradi del 1940 ai 14,3 del 2025, mentre nel 2026 il valore provvisorio è già di 15,2 gradi.

Il cambiamento climatico trova una conferma anche nei dati relativi a Brescia e al territorio circostante, dove negli ultimi decenni le temperature hanno seguito una tendenza crescente. L’analisi delle serie meteorologiche permette infatti di osservare come il riscaldamento abbia interessato sia la stagione estiva sia quella invernale, modificando progressivamente il quadro termico del territorio.

I dati utilizzati provengono da ERA5, la quinta generazione delle rianalisi meteorologiche realizzate dall’ECMWF, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. Le informazioni sono raccolte nell’ambito di Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra coordinato dalla Commissione europea e dall’Agenzia spaziale europea.

Per l’area bresciana, il sistema considera una superficie di circa 530 chilometri quadrati, comprendente il capoluogo, parte dell’hinterland e le zone collinari.

La temperatura media annua è cresciuta

Il confronto storico evidenzia una progressione significativa. Nel 1940 la temperatura media annua dell’area era di 10,4 gradi, mentre nel 2025 il valore ha raggiunto 14,3 gradi.

Il record della serie è stato registrato nel 2022, con una media di 14,8 gradi. Il dato relativo al 2026 è ancora provvisorio, visto che l’anno non è terminato, ma attualmente la temperatura media si colloca a 15,2 gradi.

L’andamento delle temperature medie annuali restituisce quindi una tendenza di lungo periodo caratterizzata da un aumento consistente rispetto ai valori registrati nella prima parte della serie storica.

Luglio sempre più caldo

La trasformazione risulta particolarmente evidente osservando le temperature estive. Per il mese di luglio, il confronto tra il 1986 e il 2026 mostra una crescita di 4,6 gradi nella media delle temperature massime.

Quarant’anni fa, infatti, la media delle massime di luglio era pari a 26,2 gradi. Nel 2026 il valore è arrivato a 30,8 gradi.

Il dato di quest’anno, pur risultando molto elevato, non rappresenta però il massimo della serie. Nel 2015 la media delle temperature massime di luglio aveva raggiunto 31,8 gradi, mentre nel 2022 si era fermata a 31,4.

L’andamento del mese è stato influenzato anche da una fase centrale caratterizzata da precipitazioni e temperature più contenute, che ha contribuito a mantenere il valore complessivo al di sotto dei record precedenti.

Anche giugno mostra una variazione importante. La media delle temperature massime dal 1940 a oggi si attesta intorno ai 24 gradi, mentre nel 2025 ha raggiunto 29,3 gradi e nel 2026 è arrivata a 29,7.

Inverni meno rigidi e meno giornate sottozero

Il cambiamento non riguarda però soltanto le estati. I dati evidenziano anche una riduzione delle giornate con temperature inferiori allo zero, indicando inverni mediamente meno rigidi rispetto al passato.

Negli anni Ottanta si registravano in media circa 53 giornate all’anno con temperature sottozero. Nel 1985, anno caratterizzato anche dalla grande nevicata, i giorni glaciali erano stati 64.

Dal 2020 a oggi la media è invece scesa a 12 giornate sottozero all’anno.

Il confronto tra i due periodi mostra quindi una forte riduzione della frequenza delle gelate. La diminuzione delle giornate fredde si accompagna all’aumento delle temperature estive e contribuisce a delineare un quadro di progressivo innalzamento della temperatura media.

I dati di Copernicus fotografano una trasformazione

Le rilevazioni ERA5 permettono di osservare l’evoluzione delle temperature su un arco temporale molto ampio. Il quadro che emerge per Brescia è quello di estati più calde e inverni meno freddi, all’interno di una crescita generale delle temperature medie.

I singoli valori annuali possono naturalmente essere influenzati dalla variabilità meteorologica, ma l’analisi di una serie pluridecennale consente di individuare con maggiore chiarezza le tendenze di fondo.

Il dato relativo al 2026, inoltre, dovrà essere considerato provvisorio fino alla conclusione dell’anno. L’evoluzione dei prossimi mesi determinerà quindi quale sarà il valore medio definitivo.

L’insieme delle rilevazioni offre comunque un quadro significativo del cambiamento delle condizioni termiche nel Bresciano: rispetto alla prima metà del Novecento, le temperature sono oggi sensibilmente più elevate e le giornate caratterizzate da intense gelate risultano molto meno frequenti.

Redazione

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