Un’azienda impegnata nel recupero dei rifiuti inerti, Recupera srl, ha presentato un progetto che sta destando preoccupazioni tra le associazioni ambientaliste. Nella zona Ate43 di Vighizzolo, l’azienda ha avanzato una proposta che viene descritta come una “discarica non discarica” dagli ambientalisti di Legambiente Montichiari e Sos Terra. Queste associazioni hanno recentemente presentato le loro osservazioni alla Provincia, esprimendo timori riguardo al progetto e chiedendo ai candidati sindaco di prendere posizione sulla questione.
Nel dettaglio, Recupera srl, che già gestisce un impianto di gestione rifiuti non pericolosi nella cava precedentemente destinata a diventare una discarica da Padana Green, ha chiesto alla Provincia se sia necessaria una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). L’azienda intende modificare l’impianto di gestione dei rifiuti, già autorizzato e operativo a Vighizzolo, con l’obiettivo di riempire la cava per circa 100mila metri quadrati con un milione e 750mila metri cubi di materiale nell’arco di dieci anni. Successivamente, sopra questo materiale, sarebbe previsto la costruzione di un capannone di 10mila metri quadri e alto 14 metri.
Gli ambientalisti hanno sollevato diverse preoccupazioni in merito alla procedura e alle intenzioni di Recupera srl. Secondo le associazioni, anche se tecnicamente non si tratta di una discarica, l’operazione di riempimento della cava con materiali inerti pone comunque delle questioni significative. In particolare, c’è apprensione per il “fattore di pressione” che protegge Montichiari da ulteriori ampliamenti e arrivi di discariche. Gli ambientalisti si interrogano su cosa accadrebbe a questo fattore di protezione se la Provincia decidesse che non è necessaria una VIA, approvando invece la modifica sostanziale dell’impianto come proposto dall’azienda.
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