Il lago d’Iseo, afflitto da numerosi problemi ambientali, sarà oggetto di uno studio scientifico dettagliato grazie a una collaborazione tra Regione Lombardia e Università di Milano Bicocca. Questo progetto ambizioso mira a mappare i laghi d’Iseo e Maggiore per comprendere meglio le sfide ecologiche e sviluppare strategie di mitigazione efficaci.
Il lago d’Iseo soffre da anni a causa di diversi fattori, tra cui il fosforo e i tensioattivi che entrano nel lago dagli affluenti, il fenomeno dell’eutrofizzazione, e i cambiamenti climatici che alternano periodi di estrema siccità a periodi di eccessivo apporto di acqua. Questi elementi, combinati con le criticità della fauna e della flora acquatica, rappresentano i principali “mali” che affliggono l’ecosistema del lago.
Grazie all’accordo con l’Università di Milano Bicocca, saranno misurati in diversi punti del lago i parametri relativi a temperatura, concentrazione di nutrienti algali, clorofilla, ed emissioni di gas. Il team di Ecologia e Gestione delle acque interne, con il supporto della Polizia provinciale di Brescia e la supervisione dell’assessorato regionale all’Ambiente, condurrà queste misurazioni per ottenere dati scientifici aggiornati e dettagliati.
Le azioni di monitoraggio di quest’estate rientrano nel progetto Fire (Freshwater Innovations in Research and Education), che prevede la misurazione ad alta frequenza di parametri di qualità dell’acqua e la valutazione delle concentrazioni di gas serra nelle acque superficiali del lago d’Iseo e del lago Maggiore. Questo progetto punta a produrre dati dettagliati e spazialmente espliciti, fondamentali per la valutazione delle condizioni ambientali.
I risultati ottenuti dal progetto Fire saranno cruciali per valutare l’applicazione di nuove tecnologie e integrare tecniche già sperimentate per il monitoraggio degli ambienti lacustri. Secondo Barbara Leoni, docente di Ecologia dell’Università di Milano-Bicocca e guida del team scientifico, i dati permetteranno di comprendere come questi ambienti stanno cambiando in risposta alle pressioni antropiche e climatiche, e di individuare le strategie più adatte per migliorare tali ecosistemi.
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