Un parco fotovoltaico da 64 mila metri quadrati, destinato a coprire un’area agricola attualmente coltivata a erba medica e circondata da vigneti, ha acceso il dibattito a Pozzolengo. La realizzazione del progetto, che prevede la costruzione di pannelli solari vicino al centro abitato, è oggetto di accese discussioni, tanto che è stata già organizzata un’assemblea pubblica molto partecipata e si sta formando un comitato di opposizione.
Il progetto, proposto dalla Garda Solare srl di Milano, controllata dalla spagnola Ric Global Project sl, con sede a Madrid, ha incontrato il forte dissenso della nuova Amministrazione comunale. Il sindaco Alex Franzoni ha dichiarato: «Per quanto in nostro potere, non si deve fare, non se ne parla neanche. Non siamo contrari all’energia solare, che è già il nostro presente, ma non possiamo accettare un consumo di suolo del 100 per cento. Prima riempiamo i tetti, i capannoni, gli edifici pubblici, le cave dismesse: va bene tutto, ma non consumare in questo modo suolo agricolo».
Diversa è la posizione della Provincia di Brescia, che ha l’ultima parola sull’autorizzazione unica. Dal verbale emerge che l’impianto è localizzato in un’area idonea e non si riscontrano motivi ostativi, poiché i terreni interessati non appartengono alle aree agricole di pregio (Doc, Dop e Igp) e non sono soggetti a vincoli paesaggistici o culturali.
L’ultima Conferenza dei servizi si è tenuta il 3 luglio, con una nuova sessione prevista per la seconda metà di agosto. Il Comune ha espresso formalmente la sua contrarietà, ritenendo l’impianto incompatibile dal punto di vista ambientale, in quanto sottrae importanti superfici agricole e danneggia l’immagine turistica, posizionando un impianto enorme e sproporzionato rispetto al contesto.
Nel frattempo, il privato ha presentato una proposta di mitigazione, giudicata insufficiente dal Comune. Quest’ultimo ha ribadito che, sebbene il parere del Comune non sia vincolante, valuterà possibili ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, se necessario e se richiesto dalla comunità. Dopo l’assemblea pubblica di lunedì, stanno già circolando moduli di adesione per formare un comitato di opposizione.
Anche il WWF ha espresso la sua opinione, sostenendo la necessità di nuove fonti di energia, ma non a scapito del suolo agricolo, che è un bene sempre più raro e prezioso. L’associazione sottolinea che un progetto agrivoltaico, compatibile con l’attività agricola, sarebbe stato una soluzione migliore, evitando la cancellazione di ettari di terra fertile.
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