Liquami agricoli e tutela ambientale: tra Roccafranca e Orzinuovi cresce l’intolleranza

Oltre all’odore nauseabondo, l’accumulo di liquami non interrati ha provocato una proliferazione di mosche e insetti, generando disagi igienici significativi

In Lombardia esiste una normativa precisa a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, che disciplina lo spandimento di liquami e letame sui terreni agricoli. La legge stabilisce che i reflui zootecnici debbano essere distribuiti ad almeno 100 metri dai centri abitati e a non meno di 50 metri dalle case isolate. Tuttavia, si tratta di una delle disposizioni più frequentemente disattese, come dimostrano i numerosi episodi registrati anche recentemente nelle campagne tra Roccafranca e Orzinuovi.

Gli abitanti delle zone interessate non sono rimasti indifferenti. Di fronte all’ennesimo episodio di spandimento illecito, hanno segnalato la situazione alle autorità. Le ispezioni hanno portato all’immediato interramento dei liquami, lasciati sul terreno per oltre 15 giorni, nonostante il limite massimo di 24 ore imposto dalla legge. In alcuni casi, sono state avviate azioni sanzionatorie a carico dei responsabili.

Oltre all’odore nauseabondo, l’accumulo di liquami non interrati ha provocato una proliferazione di mosche e insetti, generando disagi igienici significativi. Il caso più grave ha riguardato il malore di una bambina, che viveva a pochi metri da un campo trattato illegalmente. Sebbene non sia stata sporta denuncia formale, l’episodio è stato segnalato dalle autorità sanitarie a quelle ambientali. L’ARPA, intervenuta prontamente, ha individuato i responsabili e avviato le relative diffide.

Marco Franzelli, sindaco di Roccafranca, ha espresso con fermezza la necessità di aumentare la consapevolezza tra gli allevatori: «Organizziamo già incontri annuali di sensibilizzazione, ma è fondamentale ribadire i punti chiave della direttiva nitrati. La normativa esiste, ma troppo spesso viene ignorata, anche a causa di una scarsa collaborazione tra le autorità sanitarie e quelle preposte al controllo». Il primo cittadino chiede un cambio di passo: più controlli, più sanzioni e nessuna indulgenza.

Negli ultimi anni, in particolare nella Bassa bresciana occidentale, è aumentato il numero di segnalazioni per cattivi odori e spandimenti irregolari. I cittadini si stanno facendo sentire sempre di più, stanchi di subire passivamente. In alcuni casi estremi, sono stati scoperti allevatori che svuotavano le autobotti direttamente nei canali, nel tentativo di aggirare i controlli. Un comportamento che mette seriamente a rischio l’equilibrio ambientale e la salute pubblica.

Redazione

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