Siluri giganti nel basso Garda: la nuova normalità che minaccia l’ecosistema

Il siluro, specie alloctona ormai protagonista dei fondali del basso Lago di Garda, continua la sua inarrestabile espansione

Il siluro, specie alloctona ormai protagonista dei fondali del basso Lago di Garda, continua la sua inarrestabile espansione. L’ultima segnalazione arriva da Daniele Bertoloni, apneista bresciano, che nel fine settimana ha catturato un esemplare lungo oltre un metro e trenta. Una misura che, in questo contesto, non fa più notizia: questi pesci possono infatti raggiungere e superare i due metri di lunghezza, con sagome che impressionano persino sui monitor degli ecoscandagli.

Bertoloni torna a sollecitare un intervento concreto: “Bisogna intervenire subito con misure di contenimento della specie”, afferma con fermezza. Il suo appello, però, come molti altri lanciati in passato, non sembra trovare riscontro tra le autorità competenti.

Un tempo, durante le immersioni tra la penisola di Sirmione e Peschiera, era frequente imbattersi in lucci, magari affiancati da qualche siluro isolato. Oggi la situazione si è ribaltata: i siluri dominano l’habitat subacqueo e i lucci, un tempo padroni di queste acque, sono sempre più rari e costretti alla fuga.

La presenza massiccia del siluro non rappresenta solo un cambiamento nelle dinamiche della fauna ittica, ma un vero squilibrio ecologico. La specie, originaria dell’Europa orientale, è nota per la sua voracità e capacità di adattamento, che la rende particolarmente dannosa per l’equilibrio naturale dei laghi italiani.

Redazione

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