Nel cuore del Civile di Brescia, il Tmo salva vite e sogni di bambini da tutto il mondo

Il reparto di Oncoematologia pediatrica guidato da Fulvio Porta punta all’ampliamento: già 724 trapianti da 16 Paesi, ora si lavora per spazi più moderni e a misura di bambino

Spedali Civile di Brescia Ospedale

Dietro le sei ante blu di un grande armadio nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Civile di Brescia, si celano 724 storie di vita. Sono i volti e le vicende dei bambini che, dal 1990 ad oggi, hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali nel reparto diretto dal dottor Fulvio Porta. Una struttura che è diventata riferimento nazionale e internazionale, accogliendo piccoli pazienti da tutta Italia e da sedici Paesi del mondo.

Ogni faldone, decorato con i personaggi preferiti dai bambini, racconta un percorso di paura, speranza e rinascita. E rappresenta l’anima di un reparto che, pur considerato un’eccellenza clinica e tecnologica, oggi ha bisogno di spazi nuovi, più ampi e adeguati ai bisogni dei piccoli pazienti.

Trapianti oltre la compatibilità genetica

Il “Tmo” – acronimo di Trapianto di Midollo Osseo – ha saputo trasformarsi seguendo l’evoluzione della scienza. Oggi, grazie alla banca mondiale dei donatori (che raccoglie 46 milioni di profili genetici), l’attesa per una compatibilità si è ridotta, ma in molti casi non si ha tempo. Ecco perché il Civile ha adottato con successo il trapianto “aploidentico”: una procedura avanzata che permette l’uso di cellule staminali da genitori parzialmente compatibili, senza aumentare i rischi per il paziente.

Personale e clima: la forza silenziosa del reparto

Accanto alla tecnologia, il vero motore del reparto è il personale: circa 50 persone tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Una squadra affiatata, che lavora in un ambiente sereno e motivato. “Il clima positivo si riflette sul benessere di mamme e bambini”, sottolinea il primario Porta. È un luogo in cui si combatte ogni giorno, ma con delicatezza e umanità.

Nonostante il calo demografico, il numero di trapianti è cresciuto. La sopravvivenza, che quarant’anni fa era al 65%, oggi supera il 90%, rendendo queste tecniche non solo salvavita, ma anche strumenti per migliorare la qualità della vita in patologie complesse come l’anemia falciforme, che interessa già 120 bambini seguiti dal reparto.

Un progetto da 1,5 milioni per il futuro

L’obiettivo ora è ristrutturare e ampliare il reparto entro il 2026. Il progetto prevede spazi più ampi, sicuri e a misura di bambino, per garantire non solo cure d’eccellenza, ma anche ambienti più accoglienti. Il costo stimato è di 1,5 milioni di euro.

Metà della somma è già coperta grazie a donazioni: 500.000 euro dal fondo Folonari (tramite la Fondazione Comunità Bresciana) e 500.000 euro da AIL Brescia. La restante parte sarà raccolta attraverso una gara di solidarietà, a cui contribuisce anche il “GdB Run”, la corsa benefica organizzata dal Giornale di Brescia.

Quando la comunità fa la differenza

Il Tmo del Civile di Brescia è la prova che l’eccellenza sanitaria può convivere con la solidarietà collettiva. È un luogo dove tecnologia, scienza e umanità si incontrano, costruendo ogni giorno nuove possibilità per bambini e famiglie. Dove ogni cartella clinica in quell’armadio blu non è solo una cura riuscita, ma un piccolo miracolo che merita un domani ancora più grande.

Redazione

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