A dicembre 2024 nella sola provincia di Brescia si contavano 2.204 apiari e 21.363 alveari, pari al 14% dell’intero patrimonio apistico lombardo. Un dato che certifica il ruolo chiave del territorio bresciano nella produzione di miele e altri prodotti dell’alveare, ma anche nella promozione della sostenibilità ambientale e della tutela degli insetti impollinatori.
Le api: alleate della biodiversità e della sicurezza alimentare
Le api non sono solo produttrici di miele: la loro funzione principale è l’impollinazione, un processo essenziale per la vita delle piante, la produzione di frutta e verdura, e quindi per l’equilibrio alimentare globale. È anche per questo che la presenza diffusa di alveari in provincia è da considerare un indicatore positivo di salute ambientale e diversità biologica.
Lo sa bene anche l’Ats di Brescia, che da poche settimane ha adottato tre arnie curate da un apicoltore esperto, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza di questi insetti. Il progetto rientra in un piano più ampio di sostenibilità portato avanti dal “green team” interno all’Agenzia, attivo su alimentazione, energia, mobilità e digitalizzazione.
Normative, registri e censimenti
Tutti gli apiari, che siano stanziali o nomadi, devono essere registrati nella Banca Dati Nazionale (BDN), identificati tramite un codice aziendale legato alla sede legale o alla residenza dell’apicoltore. Ogni anno, tra il 1° novembre e il 31 dicembre, si effettua un censimento obbligatorio, utile a garantire la tracciabilità e la sicurezza del patrimonio apistico.
Le attività familiari, che comprendono fino a 10 alveari, sono escluse da obblighi particolarmente stringenti, ma superata questa soglia l’apicoltura rientra tra le attività agricole ordinarie, soggette a tutti i controlli previsti dalla normativa vigente.
Sicurezza e salute degli alveari: controlli veterinari e monitoraggi
Il Dipartimento Veterinario di Ats Brescia svolge un ruolo essenziale nella tutela delle api e dei prodotti dell’alveare. I controlli comprendono:
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verifiche sulla tracciabilità e registrazione delle attività;
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ispezioni sugli spostamenti e i documenti di accompagnamento degli sciami;
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sopralluoghi in caso di spopolamento o mortalità, spesso causati da malattie infettive o da esposizione a pesticidi;
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monitoraggio della presenza di patogeni invasivi, come il coleottero Aethina tumida.
Anche la filiera produttiva viene sottoposta a controllo ufficiale, con verifiche in tutti i 162 laboratori di smielatura censiti sul territorio. Qui vengono effettuati sopralluoghi per verificare l’idoneità delle strutture, la sicurezza igienico-sanitaria, l’etichettatura e l’utilizzo dei farmaci.
Campionamenti e qualità dei prodotti dell’alveare
Attraverso vari piani nazionali – Residui, Contaminanti Agricoli e Tossine, Contaminanti Ambientali – vengono effettuati campionamenti periodici sui prodotti dell’alveare (miele, propoli, cera, polline) per:
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individuare la presenza di sostanze vietate o autorizzate usate in modo illecito;
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verificare la presenza di residui di farmaci veterinari o antiparassitari;
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monitorare contaminazioni ambientali o derivanti da piante tossiche.
Tutti questi controlli contribuiscono a garantire la qualità dei prodotti locali e la loro sicurezza per il consumatore, rafforzando la fiducia nei confronti dell’apicoltura bresciana.
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