Un intervento nelle acque del lago di Garda ha riportato alla luce una testimonianza significativa del passato ambientale del territorio. A Sirmione, dodici subacquei hanno recuperato circa un quintale di piattelli da tiro a volo, rimasti sul fondale per oltre cinquant’anni. L’operazione si è svolta domenica 22 marzo nell’area antistante il parcheggio Monte Baldo, sotto il coordinamento del WWF Sub e con il coinvolgimento di associazioni subacquee locali.
I materiali recuperati, costituiti da centinaia di dischi in argilla e ceramica, sono i residui di un antico poligono di tiro a bordo lago, dismesso da tempo. La loro presenza era stata individuata nel 2025 grazie al robot subacqueo Zeno, sviluppato dall’Università di Pisa in collaborazione con il WWF.
L’intervento rientra nella campagna nazionale “Adopt Rivers and Lakes” promossa dal WWF Italia, con il supporto del Comune di Sirmione e di Sirmione Servizi. Tuttavia, l’operazione non si è limitata a una semplice attività di bonifica, ma ha assunto un significato più ampio, portando all’attenzione pubblica una problematica ambientale ancora attuale.
Secondo il WWF, infatti, quei piattelli rappresentano il simbolo di una pratica che per decenni ha comportato anche il rilascio di grandi quantità di piombo nel lago, proveniente dalle munizioni utilizzate per il tiro a volo. Un inquinante persistente e altamente tossico, che continua a destare preoccupazione per i suoi effetti sull’ecosistema.
Dal 15 febbraio 2023 è in vigore il Regolamento UE 2021/57, che vieta l’uso e il trasporto di munizioni contenenti piombo nelle zone umide e nelle aree circostanti entro 100 metri. La normativa europea include nella definizione di “zona umida” laghi, fiumi e specchi d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanei. Il lago di Garda rientrerebbe pienamente in questa categoria, anche in base alla Convenzione di Ramsar.
Tuttavia, viene evidenziato come l’interpretazione italiana della normativa sia più restrittiva, arrivando in alcuni casi a non considerare il Garda come area umida. Una situazione che, secondo le associazioni ambientaliste, rappresenta una criticità normativa, permettendo ancora l’utilizzo di munizioni al piombo in contesti dove dovrebbe essere vietato.
Il problema ha rilevanza anche a livello europeo. Le stime indicano che, in assenza del divieto, ogni anno finiscono nelle zone umide del continente oltre 4.000 tonnellate di piombo. Una sostanza che, una volta dispersa, contamina sedimenti, fauna acquatica e catena alimentare, con conseguenze sia per gli ecosistemi sia per la salute umana.
Il recupero dei piattelli a Sirmione assume quindi un valore simbolico. Non si tratta soltanto di rifiuti rimossi, ma di un segnale concreto che richiama l’attenzione sull’importanza di una corretta applicazione delle normative ambientali. Le associazioni coinvolte hanno annunciato nuove operazioni di bonifica e iniziative di sensibilizzazione, con l’obiettivo di sollecitare un adeguamento alle disposizioni europee.
L’episodio evidenzia come la tutela del lago di Garda richieda un approccio integrato, che unisca interventi pratici e azioni normative. Proteggere un ecosistema di tale rilevanza significa non solo intervenire sul passato, ma garantire regole efficaci per il futuro, evitando che situazioni simili possano ripetersi.

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