Il miglioramento registrato nel 2025 appare ormai un ricordo lontano: nei primi tre mesi del 2026, Brescia torna a fare i conti con livelli critici di inquinamento atmosferico. Nonostante le politiche strutturali avviate dall’amministrazione comunale per contrastare lo smog, la città si trova nuovamente intrappolata nella morsa delle polveri sottili, mentre i parametri fissati dall’Unione europea per i prossimi anni sembrano ancora lontani dall’essere raggiunti.
Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda il Pm2,5. Se nel 2025 la media annuale si era attestata a 17 microgrammi per metro cubo — collocando Brescia tra le città più esposte in Lombardia e tra le prime quindici in Italia — i dati del primo trimestre 2026 mostrano un deciso peggioramento. A gennaio, la centralina di San Polo ha registrato una media di 41 mg/mc, seguita dai 32 mg/mc di via Tartaglia e dai 29 mg/mc del Broletto. Ancora più significativo il numero dei giorni oltre soglia: 50 a San Polo, 36 in via Tartaglia e 28 al Broletto. Anche il Villaggio Sereno evidenzia criticità, con 30 superamenti, a cui si aggiunge però un’anomalia tecnica: per oltre un mese i rilevatori non hanno funzionato correttamente. Il picco più elevato è stato rilevato il 1° gennaio, con 85 mg/mc.
Parallelamente, anche il Pm10 continua a destare forte preoccupazione. Secondo i dati diffusi da ARPA Lombardia, nel primo trimestre dell’anno diverse centraline hanno già superato una quota significativa del limite annuale consentito. Al Broletto si contano 18 giorni oltre la soglia dei 50 mg/mc, mentre al Villaggio Sereno si arriva a 24. Più contenuta, ma comunque rilevante, la situazione in via Tartaglia, con 17 superamenti. I giorni peggiori si sono concentrati a inizio gennaio, con valori che hanno toccato anche gli 85 mg/mc.
Considerando che la normativa attuale consente un massimo di 35 giorni annui oltre il limite per il Pm10, è evidente come in appena tre mesi sia già stata superata oltre la metà del margine disponibile. Uno scenario che diventa ancora più critico se si guarda al futuro prossimo: entro il 2030, infatti, le nuove direttive europee abbasseranno ulteriormente i limiti, fissando per il Pm10 una soglia giornaliera di 45 mg/mc per non più di 18 giorni l’anno, mentre per il Pm2,5 il valore medio annuo dovrà scendere a 10 mg/mc.
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