Garda, allarme canneti: rischio scomparsa entro vent’anni

Il Wwf segnala un forte calo delle aree naturali, compromesso l’equilibrio dell’ecosistema lacustre

canneti lago di garda

I canneti del Lago di Garda stanno progressivamente scomparendo e, senza interventi strutturali, potrebbero sparire del tutto entro i prossimi vent’anni. È l’allarme lanciato dal Wwf Bergamo-Brescia, che evidenzia un fenomeno già documentato da studi recenti e considerato ormai una vera emergenza ambientale. Negli ultimi anni la riduzione delle superfici a canneto è stata significativa e continua a incidere sull’intero equilibrio del lago.

Un’analisi condotta sul basso Garda bresciano ha messo in luce dati particolarmente critici: tra il 2009 e il 2018 la superficie complessiva dei canneti è passata da oltre 190mila metri quadrati a circa 124mila, con una perdita superiore ai 66mila metri quadrati, pari a un calo del 34,84%. La contrazione ha interessato tutte le aree monitorate, con porzioni di habitat che si sono ridotte drasticamente o sono scomparse completamente.

Le zone più colpite risultano quelle comprese tra Manerba e Desenzano, Desenzano e Sirmione Ovest, oltre alla parte orientale di Sirmione. In alcuni casi, come nel territorio di Padenghe, la perdita ha raggiunto punte del 75%, mentre in altre aree i canneti sono stati completamente cancellati. Nonostante alcuni tentativi di recupero e rinaturalizzazione avviati dalle amministrazioni locali, i risultati non sono stati sufficienti a invertire la tendenza.

Alla base del fenomeno vi sono molteplici fattori. Tra le cause principali vengono indicati gli scarichi non adeguatamente depurati, le infrastrutture fognarie obsolete e il sovraccarico del sistema idrico. A questi si aggiungono l’oscillazione dei livelli del lago, gli interventi meccanici di taglio della vegetazione, l’urbanizzazione delle rive e la diffusione di specie invasive. Un insieme di criticità che contribuisce a indebolire progressivamente questi habitat naturali.

Un ulteriore elemento riguarda la gestione e la manutenzione delle aree. Le attività di pulizia e rimozione dei rifiuti, fondamentali per la salvaguardia dei canneti, sono spesso affidate all’impegno di volontari e associazioni. La mancanza di interventi sistematici e coordinati rappresenta un limite significativo nella tutela di queste zone.

Le conseguenze della scomparsa dei canneti vanno ben oltre l’aspetto paesaggistico. Questi ambienti svolgono infatti funzioni essenziali per l’ecosistema del lago: contribuiscono alla depurazione naturale delle acque, proteggono le rive dall’erosione e offrono habitat e aree di riproduzione per numerose specie animali, tra cui pesci, uccelli e invertebrati. La loro perdita accelera i processi di degrado ambientale, con effetti diretti sulla biodiversità.

Di fronte a questo scenario, gli esperti sottolineano la necessità di adottare misure strutturali e continuative. Tra le azioni indicate figurano l’avvio di programmi di ricerca e monitoraggio, una manutenzione regolare delle aree, il contenimento dell’inquinamento e una maggiore regolamentazione degli interventi sulle rive. Intervenire sulle cause profonde viene considerato indispensabile per evitare un declino irreversibile.

Il futuro dei canneti del Garda appare dunque strettamente legato alla capacità di attuare strategie efficaci e coordinate. Senza un cambio di approccio, il rischio concreto è quello di perdere definitivamente uno degli elementi più importanti dell’ecosistema lacustre, con ripercussioni su ambiente, paesaggio e attività economiche legate al territorio.

Redazione

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