La Lombardia si trova ad affrontare una nuova fase critica sul fronte idrico, con riserve ai minimi e un deficit che desta crescente preoccupazione. I dati aggiornati indicano una disponibilità d’acqua inferiore del 37% rispetto alla media stagionale, una condizione che coinvolge in particolare alcuni bacini strategici, tra cui quello dell’Oglio, considerato tra i più vulnerabili insieme ad Adda, Serio e Brembo.
L’allarme è stato rilanciato nel corso di un recente incontro istituzionale a Palazzo Lombardia, dove è emersa la necessità di interventi immediati. Le autorità regionali hanno rivolto un appello diretto al comparto agricolo, invitando a posticipare il più possibile l’avvio della stagione irrigua, con l’obiettivo di preservare le scorte disponibili e contenere l’abbassamento dei livelli dei laghi.
Uno degli elementi più critici riguarda la scarsità di neve accumulata durante l’inverno. Nonostante alcune precipitazioni registrate nei primi mesi dell’anno, le temperature insolitamente elevate hanno compromesso la capacità di mantenere riserve solide nel tempo. Le anomalie termiche hanno infatti caratterizzato l’intero inizio del 2026, con valori costantemente sopra la media storica: da +0,3°C a gennaio fino a picchi superiori ai +7°C registrati ad aprile.
In questo contesto, il bacino dell’Oglio resta sotto osservazione speciale. Le criticità già emerse nelle settimane precedenti non risultano ancora superate, rendendo necessario un monitoraggio continuo e decisioni rapide per evitare un aggravamento della situazione. Non a caso, in alcune aree della Valcamonica sono già state adottate misure locali per limitare gli sprechi, attraverso ordinanze mirate.
Parallelamente, la Regione ha avviato interlocuzioni anche con altri attori coinvolti nella gestione delle risorse. Ai gestori degli impianti idroelettrici è stato richiesto di trattenere la maggiore quantità possibile di acqua, contribuendo così a rafforzare le riserve in vista dei mesi più critici. Inoltre, è stata annunciata la richiesta di classificare alcuni bacini lombardi con un livello di severità idrica “media”, passaggio che potrebbe facilitare ulteriori interventi di gestione.
Tra le azioni considerate positive, viene segnalata anche la possibilità di aumentare la capacità di accumulo del lago Maggiore. L’innalzamento della quota massima consentirà di immagazzinare fino a 30 milioni di metri cubi d’acqua aggiuntivi, risorsa preziosa per le esigenze irrigue di diverse aree agricole della regione.
La situazione lombarda si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero continente europeo. La siccità è sempre più diffusa e intensa, con oltre 156mila chilometri quadrati colpiti nel 2024, secondo le rilevazioni disponibili. Negli ultimi anni, il fenomeno ha mostrato una crescita significativa sia in termini di estensione sia di frequenza, confermando un trend legato ai cambiamenti climatici.
In questo scenario, la gestione delle risorse idriche diventa una priorità strategica. Il contenimento dei consumi, la pianificazione degli utilizzi e il coordinamento tra istituzioni e territori rappresentano strumenti fondamentali per affrontare un’emergenza che, anno dopo anno, si manifesta con maggiore intensità.
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