A Chiari si accende il confronto politico attorno al nuovo dispenser dell’acqua installato in viale Mellini, nel parco Brianza, dove nei mesi scorsi era stato rimosso il bagno chimico a causa di problemi tecnici e atti vandalici. Il progetto dell’Amministrazione comunale finisce ora al centro delle critiche dell’opposizione, che contesta costi e modalità di gestione del servizio.
Nel mirino è finito in particolare il sistema ribattezzato “acqua del sindaco”, presentato come un intervento di pubblica utilità e sostenibilità ambientale. Secondo il gruppo di opposizione Chiari Virtuosa, il nuovo impianto comporterebbe però un aumento dei costi per i cittadini rispetto al precedente modello di distribuzione dell’acqua.
Il consigliere Domenico Codoni ha sollevato dubbi sia sull’investimento iniziale sia sulle tariffe applicate. In particolare, viene ricordato come nel 2014 un precedente punto acqua fosse stato realizzato con un investimento superiore ai 60.000 euro e successivamente regolato con tariffe considerate più accessibili. L’attuale progetto, secondo l’opposizione, includerebbe una spesa di circa 27.000 euro per il solo nuovo distributore.
Uno degli elementi più contestati riguarda proprio la differenza nei costi per gli utenti. In base ai calcoli riportati dall’opposizione, con la precedente gestione sarebbe stato possibile accedere a una quantità giornaliera di acqua a fronte di una spesa annuale contenuta, mentre con l’attuale tariffazione a consumo si arriverebbe a una spesa significativamente più elevata per lo stesso utilizzo.
Chiari Virtuosa ha inoltre avanzato perplessità sulla scelta dell’area di installazione, ipotizzando un collegamento tra la collocazione del nuovo impianto e la rimozione dei servizi igienici pubblici presenti nella zona.
Di tutt’altro avviso la giunta comunale, che respinge le accuse e difende la bontà del progetto. Il vicesindaco Roberto Campodonico ha definito le critiche “tendenziose e basate su dati errati”, sottolineando come il nuovo sistema sia stato pensato per offrire un servizio più moderno e flessibile, calibrato sulle esigenze dei cittadini.
Secondo l’Amministrazione, il distributore rientra in un progetto più ampio di gestione dei servizi pubblici locali, con possibilità di accesso tramite lo sportello di Chiari Servizi e tariffe modulabili in base all’utilizzo effettivo. Viene inoltre evidenziato che il sistema prevede controlli regolari sulla qualità dell’acqua, effettuati con cadenza settimanale.
Il Comune ha infine risposto alle osservazioni sulla qualità del servizio precedente, affermando che non risulterebbero documentate analisi sistematiche dell’acqua erogata nei dieci anni di precedente gestione amministrativa.
Lo scontro politico, intanto, resta aperto e si inserisce in un dibattito più ampio sul modello di gestione dei servizi pubblici locali e sul rapporto tra sostenibilità, costi e accessibilità per i cittadini.
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