Polemica su contributo elettorale e incarico a cooperativa: opposizioni chiedono le dimissioni dell’assessora Frattini

Nel mirino un finanziamento da 650 euro ricevuto in campagna elettorale e un affidamento diretto da 10mila euro alla cooperativa Dedalus. La Loggia difende la regolarità delle procedure

Si accende il confronto politico a Verona attorno alla posizione dell’assessora alle Politiche educative, giovanili, pari opportunità e sostenibilità sociale, Anna Frattini, finita al centro di un caso sollevato dalle opposizioni che chiedono chiarimenti e valutano la richiesta di dimissioni. La vicenda riguarda un contributo elettorale ricevuto nel 2023 e un successivo affidamento comunale a una cooperativa sociale.

La ricostruzione parte dalle elezioni amministrative che hanno portato alla guida di Palazzo della Loggia la sindaca Laura Castelletti. In quella occasione la candidatura di Frattini, insegnante e attiva nel mondo dell’associazionismo, aveva ricevuto un contributo di 650 euro nell’ambito dell’iniziativa “Ti Candido”, promossa da una rete di organizzazioni impegnate sui temi della partecipazione civica e della riduzione delle disuguaglianze.

Il contributo, regolarmente dichiarato e rendicontato, non aveva all’epoca generato contestazioni. La polemica è riemersa in seguito a un affidamento diretto da poco più di 10mila euro da parte del Comune alla cooperativa sociale Dedalus di Napoli, attiva in progetti legati al contrasto del disagio giovanile.

Secondo quanto ricostruito, la cooperativa è stata guidata fino al dicembre 2025 da Andrea Morniroli, figura associata al Forum Disuguaglianze e Diversità, la stessa rete coinvolta nell’iniziativa che aveva sostenuto la candidatura dell’assessora. È questo intreccio a essere finito sotto la lente delle opposizioni, che sollevano dubbi sull’opportunità politica delle scelte amministrative.

Le minoranze chiedono chiarimenti e parlano di una vicenda che richiederebbe maggiore trasparenza, arrivando a ipotizzare la richiesta di dimissioni nel caso in cui le spiegazioni non dovessero risultare soddisfacenti. La contestazione non riguarda la legittimità formale degli atti, quanto piuttosto il possibile conflitto sul piano dell’opportunità politica.

L’assessora Frattini respinge ogni accusa e definisce “fuorviante” il tentativo di collegare il contributo ricevuto in campagna elettorale con l’affidamento comunale alla cooperativa. Secondo la sua posizione, si tratterebbe di due vicende distinte, entrambe svolte nel rispetto delle regole e delle procedure amministrative.

Frattini sottolinea l’assenza di rapporti privilegiati o scambi di favori e ribadisce che l’intervento del Comune si inserisce in una strategia più ampia di contrasto alle fragilità giovanili e di investimento nella prevenzione sociale. Una linea difensiva che punta a riportare la discussione sul piano delle politiche pubbliche e non su quello delle relazioni personali o associative.

Da Palazzo della Loggia arriva il sostegno alla correttezza dell’iter amministrativo. L’amministrazione comunale difende la regolarità delle procedure adottate e respinge le accuse di irregolarità, sottolineando come l’affidamento sia avvenuto nel rispetto delle norme vigenti.

Nonostante le rassicurazioni, la vicenda resta aperta sul piano politico e continua a alimentare il confronto tra maggioranza e opposizione. Al centro del dibattito rimane il tema del rapporto tra reti associative, partecipazione civica e incarichi pubblici, con particolare attenzione al confine tra legittimità amministrativa e opportunità politica.

Redazione

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