Reti acchiappa-siluro, sul Garda arrivano incentivi da 100mila euro

La Regione Veneto finanzia la pesca professionale per contrastare la diffusione del pesce siluro, specie invasiva che minaccia l’equilibrio dell’ecosistema del lago

Pesce siluro

Nuovi strumenti per contrastare la presenza del pesce siluro nel lago di Garda. La Regione Veneto ha stanziato 100 mila euro di contributi destinati alla pesca professionale per favorire l’acquisto di reti e attrezzature specifiche per la cattura di questa specie alloctona invasiva, la cui diffusione è aumentata negli ultimi anni soprattutto nella zona del basso lago.

L’iniziativa rappresenta il primo intervento ufficiale promosso sulla sponda veronese del Garda per affrontare il problema del siluro, un pesce che secondo gli esperti sta incidendo sugli equilibri naturali del bacino lacustre e creando nuove difficoltà anche per gli operatori della pesca.

I fondi regionali saranno utilizzati principalmente per sostenere l’acquisto delle cosiddette “reti acchiappa-siluro”, strumenti pensati per una cattura mirata di esemplari che possono raggiungere dimensioni importanti. La sperimentazione, tuttavia, presenta ancora alcuni aspetti da verificare, soprattutto per quanto riguarda l’efficacia del metodo e la capacità di evitare il coinvolgimento accidentale di altre specie presenti nel lago.

Il contributo è rivolto alle imprese di pesca professionale autorizzate a operare sul Garda. Possono accedere agli aiuti le aziende il cui titolare, oppure almeno uno dei soci, risulti iscritto al Registro dei pescatori professionisti autorizzati alla pesca nel lago di Garda.

Le agevolazioni potranno coprire fino al 100% delle spese considerate ammissibili, comprendendo non soltanto l’acquisto delle reti, ma anche le attrezzature necessarie alla conservazione e alla successiva commercializzazione del pescato.

A spiegare le finalità dello stanziamento è stato l’assessore regionale veneto alla pesca Dario Bond. «Abbiamo stanziato 100 mila euro per aiutare le imprese ad acquistare reti specifiche, sistemi di conservazione e tutte le attrezzature per una pesca che richiede tecniche diverse rispetto a quelle tradizionalmente praticate sul Garda», ha dichiarato.

Secondo la Regione, l’intervento punta a raggiungere due obiettivi: da una parte ridurre l’impatto del siluro sull’ambiente del lago, dall’altra offrire nuove possibilità economiche agli operatori della pesca professionale.

Il pesce siluro, infatti, rappresenta una minaccia per l’equilibrio dell’ecosistema perché si tratta di una specie invasiva capace di modificare gli equilibri tra le diverse popolazioni ittiche. Allo stesso tempo, però, la sua carne è apprezzata in alcuni mercati europei, trasformando così il problema ambientale in una possibile opportunità commerciale.

L’obiettivo dichiarato è quindi quello di creare un sistema in grado di contenere la diffusione della specie e, contemporaneamente, sostenere le attività economiche legate alla pesca sul territorio.

Sul fronte lombardo del lago di Garda, invece, la situazione resta ancora in fase di valutazione. A giugno un gruppo di tecnici e apneisti volontari bresciani aveva presentato alla Regione Lombardia un progetto di selezione e controllo della specie attraverso catture mirate con fucile subacqueo, ma al momento non sono state avviate iniziative operative.

La strategia per affrontare la presenza del siluro sul Garda potrebbe quindi svilupparsi attraverso approcci differenti sulle due sponde del lago. La Regione Veneto ha scelto di puntare sul coinvolgimento della pesca professionale e sull’utilizzo di nuove attrezzature, mentre in Lombardia il confronto sul possibile intervento selettivo è ancora aperto.

Redazione

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